Che cos’è l’ansia? I sintomi e come superarla

Che cos’è l’ansia?

L’ansia è caratterizzata da una sensazione di apprensione per qualcosa di spiacevole che potrebbe accadere e si può definire come “la paura interna del mondo esterno”.

In alcune circostanze, soprattutto quando si deve rispondere in modo rapido a un pericolo, l’ansia può essere una reazione molto utile.

Infatti, quando il cervello si accorge del pericolo, nel corpo si innescano alcuni meccanismi che ci predispongono a scappare dalla fonte nociva. Alcuni di questi sono:

  • Aumento dell’attenzione
  • Aumento della frequenza cardiaca e pressione arteriosa
  • Maggiore affluenza del sangue verso i muscoli per correre più rapidamente
  • Aumento della sudorazione per favorire il raffreddamento del corpo
  • Rallentamento della digestione
  • Diminuzione della produzione di saliva e bocca secca
  • Aumento della frequenza del respiro per far affluire l’aria più velocemente ai polmoni

Queste reazioni sono anche conosciute come risposta di attacco-fuga e influenzano il nostro modo di affrontare dei potenziali eventi dannosi.

L’area del cervello che si attiva in risposta all’ansia e alla paura è l’amigdala.
Regola le nostre reazioni emotive e allo stesso tempo inibisce la nostra capacità di pensiero rendendo i ricordi meno nitidi.

Il corpo mette in atto queste risposte adattive di fronte ad ogni stimolo potenzialmente preoccupante perchè la nostra mente non distingue tra pericolo reale e immaginato. 

Ad esempio, pensiamo all’ultimo anno che abbiamo vissuto, la paura del contagio da Coronavirus è stata così grande da farci sentire minacciati anche in situazioni oggettivamente non pericolose.

Come si manifesta?

L’ansia si può manifestare principalmente in due forme: cognitiva e somatica.

Nell’ansia cognitiva il nostro cervello tende ad essere ipervigile e ipercontrollante, facciamo fatica a concentrarci e possono perfino comparire dei pensieri catastrofici.

che cos'è l'ansia

Nell’ansia somatica invece, si innescano le reazioni fisiologiche di attacco-fuga di cui abbiamo parlato prima.

Oltre a queste due tipologie, l’ansia può avere anche delle manifestazioni percettive (iperacusia, derealizzazione) e comportamentali (evitamento di situazioni temute, irritabilità, impulsività, eloquio accelerato, tendenza a mangiare di più o di meno, insonnia, ecc.).

È inoltre importante distinguere tra ansia è paura. 
Entrambe sono risposte a stimoli pericolosi o potenzialmente tali ma, mentre la paura si genera a causa di un fatto esterno, l’ansia sembra attivarsi anche in assenza di questo. 

Come segnale d’allarme, ansia e paura sono analoghe: entrambe sono emozioni legate all’
esistenza e alla sopravvivenza che ci informano di una minaccia.

Come riconoscere l’ansia?

L’ansia può manifestarsi attraverso le seguenti reazioni fisiologiche:

  • Tremori
  • Irrequietezza, agitazione
  • Tensione muscolare
  • Sudorazione
  • Fiato corto
  • Respiro accelerato o iperventilazione
  • Accelerazione dei battiti
  • Mani fredde e sudate
  • Nausea
  • Sensazione di “nodo allo stomaco”

Il sentimento di ansia colpisce molte persone con effetti fisiologici soggettivi più o meno intensi. 

Iniziamo a provare ansia già dai primi mesi di vita: i neonati diventano ansiosi quando non si sentono al sicuro. In questa fase, la funzione relazionale principale dell’ansia è quella di ottenere protezione.

Quando l’ansia diventa un problema?

Come già detto prima, l’ansia ha una funzione utile per l’uomo e per la sua sopravvivenza.

I problemi sorgono quando le preoccupazioni diventano croniche e ripetitive e non si riesce a trovarvi nessuna via d’uscita positiva.

Questo tipo di ansia cronica non è più funzionale, non fa emergere nessuna nuova prospettiva e anzi, ci fa vedere il problema da un’unica prospettiva. 

ragazza con l'ansia

Si entra in un ciclo in cui si va avanti a rimuginare sul problema, come se una preoccupazione ne generasse altre a cascata e il cervello emotivo si ritrovasse in un costante stato di agitazione.

Inoltre, c’è un’ulteriore piccola complicazione: l’abitudine alla preoccupazione si auto-rinforza.

Spesso infatti mi capita che alcuni pazienti spieghino che il preoccuparsi li aiuta. Com’è possibile questo?

Succede che, alla persona che tende a sperimentare ansia, capiti spesso di percepire qualcosa che le evoca una minaccia, un pericolo potenziale.
E finisce così per sprofondare in una serie di pensieri preoccupati concentrandosi su questo e non sull’evento minaccioso che ha generato l’ansia. 

Come gestire l’ansia?

Innanzitutto ecco due consigli pratici da seguire nel caso in cui l’ansia sia accompagnata da iperventilazione:

  1. Respirare dentro ad un sacchetto di carta o filtrando l’aria in un tessuto; 
  2. Esercizio del respiro lento. 

Ecco invece alcune strategie che possono aiutare chi tende a preoccuparsi in modo incontrollato:

  • Cercare di riconoscere gli episodi che sono fonte di preoccupazione;
  • Identificare le sensazioni fisiologiche legate all’ansia e le immagini che le generano;
  • Mettere in discussione i pensieri che generano ansia con atteggiamento critico;
  • Praticare tecniche di rilassamento.

Un’altra soluzione per dare un significato e imparare a gestire la propria ansia può essere quella di rivolgersi a uno psicoterapeuta per cercare supporto e, nei casi più delicati, valutare l’intervento di uno psichiatra.

Chiedere aiuto è una forma di autoconsapevolezza sana.

N.B. E’ inutile dire ad una persona che soffre di ansia “smettila di preoccuparti” perché le preoccupazioni croniche si presentano in modo automatico. Dire di “smetterla” quindi,  non solo non aiuta, ma può anche rischiare di far sentire la persona giudicata.

Se pensi di aver bisogno del mio aiuto

per iniziare a comprendere e gestire la tua ansia 

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1 commento su “Che cos’è l’ansia? I sintomi e come superarla”

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