Lutto: quali sono le fasi e come superarlo

Cosa si intende per lutto?

Lutto è il processo dell’esperire le reazioni psicologiche, comportamentali, sociali e fisiche legate alla perdita.
(Rando, 2014)

Di solito si tratta del sentimento di dolore che si prova per la perdita di una persona amata, ma non solo. 

Il lutto può essere anche la conseguenza di eventi che hanno un forte impatto psicologico e che implicano una modifica significativa nella vita della persona: perdita del lavoro, separazione coniugale, aborto, pensionamento, trasferimenti di città… 


In questo articolo parlerò nello specifico del lutto in seguito al decesso di una persona cara ma, appunto, queste argomentazioni possono essere applicate a molte altre circostanze.

Cosa succede durante un lutto?

Il lutto è ciò che di più doloroso può accadere nella vita.

Si viene travolti da un flusso di emozioni da cui si tenta di difendersi, tutelarsi, scappare… D’improvviso è come se il mondo intero perdesse di significato.

Sono stati elaborati molti modelli per descrivere le fasi che si attraversano durante un percorso di lutto, anche se non li condivido pienamente.
Ad esempio, i modelli a fase (uno tra tutti quello Kubler Ross), descrivendo delle fasi che si succedono, non mettono però al centro la persona: sembra quasi che sia passiva, che possa solo aspettare che passino le fasi senza poter intervenire.

La perdita della persona amata innesca invece, secondo me, un processo di adattamento: è un’esperienza dinamica, plastica e in cui l’individuo ha molto potere di manovra. Non una mera reazione statica e universale.

Cito invece due modelli che mi convincono.

Il primo è il modello di Warden (1991) in cui vengono identificati 4 compiti necessari da affrontare:

  1. Accettare la realtà della perdita
  2. Elaborare il dolore e farne esperienza
  3. Adattarsi ad un ambiente in cui l’altro non c’è più
  4. Stabilire una connessione con lo scomparso, mentre ci si costruisce una nuova vita

Il secondo è modello del processo duale di Stroebe e Schut (1999) che mette in evidenza la continua oscillazione tra due poli, uno orientato a sperimentare il dolore e uno teso ad evitarlo.

Questi due poli coesistono e sono necessari entrambi: la persona oscilla continuamente tra essi, anche durante la stessa giornata.
Ciò implica una quota di intenzionalità della persona nel collocarsi in una o nell’altra polarità: all’inizio può essere limitata ma aumenta nel tempo.

Gradualmente, le emozioni dei due poli cessano di essere antitetiche e si intrecciano, ad esempio si riesce a progettare un viaggio senza la persona cara anche se si prova dolore).

È dunque sufficiente il passare il tempo per risolvere un lutto? Lo scorrere del tempo è un contenitore dentro cui accadono i processi che, in parte, possono essere governati.

Non c’è un tempo “giusto” o uguale per tutti, nei casi in cui il lutto viene superato senza complicazioni e in modo spontaneo, ognuno trova il suo tempo per dare senso alla morte avvenuta e imparare a conviverci.

Elaborazione del lutto

Elaborare il lutto significa integrare ciò che è successo nella propria storia, attribuendoci un significato.

Per arrivare a ciò occorre sperimentare le emozioni dolorose, riuscire ad avere una rappresentazione positiva del defunto e  adattarsi al nuovo mondo senza di lui o lei.

È bene ricordare che, con la morte, l’attaccamento che ci legava alla persona non si perde, ma si trasforma!

I ricordi giocano un ruolo essenziale nell’adattamento. Ci aiutano a diventare consapevoli del significato di quella relazione e del ruolo che ha avuto nella nostra vita. Sono un ponte tra il mondo con la persona persa e quello senza di lei.

Aver superato il lutto comporta che:

  • la persona possa essere trasformata in “antenato” con un’eredità che riconosciamo
  • il pensiero del defunto susciti nostalgia
  • si riesca a pensare a: quello che è stato, quello che avrebbe potuto essere e non sarà, quello che potrà essere

Si porta quindi con sé  la sicurezza di aver amato e di essere stati amati. 

L’evento della morte viene riconosciuto come reale e integrato nella propria storia. Ciò porta a ripercorrere il legame con la persona che ora non c’è più e a ridefinire gli obiettivi e i ruoli di vita.

Lutto complicato

Generalmente le persone in seguito ad un lutto sperimentano un dolore intenso ma non interrompono la propria vita. 

Per chi invece vive un lutto complicato, il dolore domina l’intera esistenza e tutto il resto passa in secondo piano. È un dolore che si impossessa della mente della persona, la avvolge e la fa sentire bloccata.

Risulta pertanto difficile accedere ai ricordi positivi. Si prova un’ intensa nostalgia che non diminuisce con il tempo e non si riesce ad immaginare la vita senza la persona defunta.

Ci sono fattori che possono interferire con lo spontaneo processo di elaborazione del lutto, complicandolo. Può dipendere da caratteristiche della persona in lutto, dal tipo di rapporto che vi era con il defunto, dalle circostanze della morte o altri episodi avvenuti dopo.

Facciamo alcuni esempi specifici di alcune di queste situazioni:

  • Morte improvvisa: è la situazione più frequente che rende difficile elaborare il lutto in quanto non c’è stato il tempo prima per avvicinarsi all’idea della perdita.
  • Suicidio: viene pensato spesso come evitabile e può portare la persona rimasta in vita a sentirsi in colpa e responsabile.
  • Morte dopo una lunga malattia: assistere per un lungo periodo una persona malata può complicare il processo di elaborazione della perdita.
  • Relazioni caratterizzate da rabbia, colpa, dipendenza, abuso: queste rappresentazioni interiori che suscitano malessere e ricordi negativi vanno elaborate per risolvere il lutto in modo adattivo.
  • Perdita non riconosciuta: come aborti e morti perinatali, perdita di un animale domestico, familiare che soffre di Alzheimer…

Quali interventi sono utili per superare un lutto? 

Un sostegno psicologico è utile  per avere un supporto nell’affrontare qualsiasi tipo di lutto, sia per la perdita dei propri cari sia per cambiamenti che provocano sofferenza (divorzio, perdita del lavoro..).

Parlarne con un professionista che non è coinvolto in prima persona può facilitare la spontanea elaborazione del lutto. Lo psicologo guiderà la persona nei compiti individuati da Warden citati in precedenza, offrendo un sostegno emotivo.

La psicoterapia è invece la scelta consigliata nei casi di lutto complicato: quando ci si sente sopraffatti dalla perdita, bloccati e non si riescono a trovare strategie utili o funzionali a gestire il dolore, quando  si prolunga nel tempo o quando compaiono  sintomi di disagio.

Lo psicoterapeuta dispone di varie tecniche e metodi per accompagnare la persona a cercare un significato all’evento della morte, integrandolo finalmente nella propria storia di vita.

Se pensi di aver bisogno del mio aiuto 

per affrontare e superare un lutto